Progetto CALM
Tre studi su controllo cognitivo e disturbi del neurosviluppo dal gruppo NeuroDev
Il gruppo di ricerca NeuroDev del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, coordinato dal Prof. Giovanni Mento, ha recentemente pubblicato tre nuovi studi scientifici nell’ambito del progetto multicentrico CALM, avviato tre anni fa grazie alla collaborazione tra circa trenta realtà tra centri clinici, scuole, associazioni di familiari e laboratori di ricerca, tra cui la rete IRCCS Medea - La Nostra Famiglia, con cui da anni l’Ateneo di Padova ha stipulato una convenzione di ricerca. Il progetto ha coinvolto complessivamente circa 500 bambini e adolescenti tra i 5 e i 14 anni, con la partecipazione di ricercatori italiani e internazionali, tra cui Duncan Astle (Università di Cambridge) e Corentin Gonthier (Università di Nantes).
La dimensione multicentrica del progetto rappresenta un aspetto rilevante del lavoro: la collaborazione con numerosi centri clinici ha permesso di raccogliere un campione ampio, costruito nel corso di diversi anni. Questo investimento metodologico è particolarmente importante nello studio dell’ADHD, una condizione caratterizzata da un’elevata variabilità individuale, in cui una numerosità campionaria adeguata è essenziale per ottenere risultati solidi.
L’obiettivo del progetto è comprendere come bambini e ragazzi imparano a regolare attenzione, impulsività e distrazione in contesti complessi e dinamici. In particolare, gli studi hanno indagato il ruolo dell’apprendimento implicito di regolarità ambientali - ad esempio la probabilità che un evento richieda maggiore attenzione o controllo - nel modulare il comportamento.
Il primo studio, pubblicato su Scientific Reports (Toffoli et al., 2026), mostra che la capacità di adattare automaticamente il controllo cognitivo è presente già dai 5 anni, ma continua a svilupparsi quando i compiti diventano più complessi e richiedono contemporaneamente attenzione e controllo dell’impulsività.
Il secondo lavoro, pubblicato sul Journal of Child Psychology and Psychiatry (Toffoli et al., 2026), evidenzia che anche bambini e adolescenti con ADHD riescono a utilizzare queste regolarità implicite per regolare il comportamento. Tuttavia, rispetto ai coetanei a sviluppo tipico, mostrano maggiori difficoltà quando aumentano le richieste cognitive e attentive.
Il terzo studio, pubblicato come preprint su bioRchive (Duma et al., 2026), realizzato mediante registrazioni elettroencefalografiche ad alta densità (hdEEG) presso i Laboratori Integrati di Psicologia (LIP) nell’ambito del PNRR DARE, suggerisce che l’ADHD sia associato a specifiche differenze nel funzionamento cerebrale, sia a livello locale (eccitabilità corticale in specifiche aree cerebrali) sia a livello globale (dinamiche e fluidità dei network neurali). Tuttavia, al di la delle singole differenze negli indici neurali, i risultati mostrano che le relazioni tra attività cerebrale, cognizione e comportamento non sembrano organizzarsi secondo categorie diagnostiche rigide. Piuttosto che identificare un “profilo neurocognitivo” specifico dell’ADHD, lo studio suggerisce l’esistenza di traiettorie neuroevolutive dimensionali, distribuite lungo un continuum che attraversa sia i gruppi clinici sia la popolazione a sviluppo tipico.
Nel complesso, il progetto CALM contribuisce a una comprensione più ampia e integrata dello sviluppo del controllo cognitivo e dei disturbi del neurosviluppo, combinando approcci
comportamentali, clinici e neurofisiologici in una prospettiva evolutiva innovativa.
Citazioni e link alle pubblicazioni:
1) Toffoli, L., Stefanelli, G., Del Popolo Cristaldi, F. et al. Learning-based cognitive control:
developmental trajectories in children aged 5- to 14- years. Sci Rep (2026).
https://doi.org/10.1038/s41598-026-51912-1
https://www.nature.com/articles/s41598-026-51912-1#citeas
2) Toffoli, L., Stefanelli, G., Del Popolo Cristaldi, F., Duma, G.M., Pastore, M., Tarantino, V.,
Franzoi, M., Vecchi, M., Danieli, A., Martinez, F., Blaye, A., Gonthier, C., CALM-1 Team
and Mento, G. (2026), Learning-based cognitive control in ADHD: a multicentric study. J
Child Psychol Psychiatr. https://doi.org/10.1111/jcpp.70162
https://acamh.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/jcpp.70162
3) Duma, G. M., Stefanelli, G., Toffoli, L., Ferri, G., Pellegrino, G., Danieli, A., ... & Mento,
G. (2026). Where is ADHD in the brain? Evidence for a neurodevelopmental continuum of
brain dynamics. bioRxiv, 2026-05.
https://www.biorxiv.org/content/10.64898/2026.05.04.722738v1.abstract


